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I dipinti non sempre sono ciò che mostrano. Anche se The Black Square di Kazimir Malevich è considerato un elemento centrale dell’arte russa, è anche uno dei più controversi. Per alcuni, sembra un dipinto che avrebbe potuto fare anche un bambino con un righello. Forse è vero, ma in realtà, c’è molto di più dietro la superficie scura del dipinto.

Kazimir Malevich, Black Square, Dettaglio, 1915, olio su lino, 79.5 x 79.5 cm, Galleria Tret’jakov, Mosca. Ripresa tratta dal film Immortality and Resurrection For All! (2017) di Anton Vidokle ©. Video 34′.

Nel corso degli anni, grazie alle più avanzate tecnologie, molte sono state le scoperte rinvenute sotto gli strati di pittura dei capolavori della storia dell’arte. Con l’analisi a raggi X, la fotografia ad infrarosso e la ricerca forense, gli scienziati e i ricercatori d’arte sono in grado di approfondire sempre di più la conoscenza e la storia degli artisti e delle loro opere.

Ad esempio nel 2008, un ritratto precedentemente sconosciuto di una donna di Vincent van Gogh è stato rivelato sotto un altro dei suoi dipinti: Patch of Grass. Nel marzo 2015 è stato scoperto che il capolavoro di Rembrandt, Susanna and the Elders, ha subito una serie di modifiche.

Ma a differenza di The Black square di Kazimir Malevich (1915), nessuna di queste composizioni nascoste conteneva barzellette razziste.

97/5000 Vincent van Gogh - Patch of Grass con un ritratto di una donna dietro (per gentile concessione di livescience.com)

The Black Square

Andiamo con calma, pian piano ti rivelerò i segreti di questo dipinto

So che sei curioso di sapere il messaggio nascosto, ma per capirne l’importanza, è necessario che tu comprenda prima la portata rivoluzionaria di questo capolavoro.

Scommetto che non vuoi una noiosa lezione sull’arte. Non preoccuparti! Non succederà.

Partiamo dalle basi.

Questo è il famoso Black Square, capolavoro suprematista dipinto nel 1915 dall’artista russo Kazimir Malevich.

Kazimir Malevich, Quadrato nero, 1915, olio su lino, 79.5 x 79.5 cm, Galleria Tret'jakov, Mosca.
Kazimir Malevich, The Black Square, 1915, olio su lino, 79.5 x 79.5 cm, Galleria Tret’jakov, Mosca.

Cosa vedi osservandolo?

Come dice il suo titolo, si tratta di un quadrato nero dipinto su una superficie bianca.

E invece no. Ti dirò di più.

Il quadrato non è davvero un quadrato… e non è neanche nero.

Hai notato che i bordi del quadrato nero sono imprecisi e sbiechi? Il quadrato non è perfetto e non è stato completato con un righello o altri strumenti. A Malevich non interessava inseguire l’ideale della perfezione geometrica, ma voleva elevare l’arte oltre la figurazione.

Il nero che vedi è solo apparente: Malevich non ha utilizzato una vernice nera, ma una miscela di colori diversi.

Anche la sua datazione solleva dei dubbi.

Malevich aveva affermato di aver fatto Black Square nel 1913, ma la cosiddetta prima versione è datata due anni dopo.

Esatto la prima, perché in realtà esistono ben quattro versioni.

La risposta è semplice: Malevich concepì l’idea per Black Square nel 1913, ma il dipinto non fu realizzato prima del 1915.

Ciò solleva altri due punti interessanti:

  • l’artista considera allo stesso modo l’idea di un’opera e la sua realizzazione su tela.
  • per Malevich possono esistere varie versioni di un’opera, dipinte in tempi diversi. Alla faccia dell’unicità dell’opera d’arte.
Una sezione di opere suprematiste di Malevich esposte alla mostra 0,10 , Pietrogrado, 1915
Una sezione di opere suprematiste di Malevich esposte alla mostra “0,10 – L’Ultima mostra di pittura futurista”, Pietrogrado, 1915. Russian State Archive for Literature and Art, Moscow

Non meno importante la sua collocazione.

Hai notato dove si trova nell’immagine qui sopra?

Nell’angolo in alto, vicino al soffitto. Una collocazione originale per un opera d’arte, che ne pensi?

L’immagine è stata scattata durante la mostra  “0,10 – L’ultima esposizione futurista”, Malevich vi partecipa esponendo 39 tele da lui realizzate. Le tele, che rappresentavano forme geometriche nere o colorate su uno sfondo bianco, erano qualcosa di completamente nuovo per i visitatori.

Ma ciò che ha sconvolto di più è stato proprio The Black Square per la sua posizione destabilizzante.

In Russia infatti, quell’angolo era chiamato “angolo rosso” o “angolo bello” perché era il luogo delle icone sacre.

E’ stato un gesto forte non credi?

Come un’icona sacra, The Black Square nella sua semplicità, ha una propria identità. Quel quadrato nero raffigura il punto zero della pittura, e sancisce una rinascita dell’arte.

“Io mi sono trasfigurato nello zero delle forme e sono andato al di là dello zero, cioè verso il Suprematismo, verso il nuovo realismo pittorico, verso la creazione non-oggettiva”.

La scoperta

Se sei arrivato a leggere sino a qui significa che sei davvero curioso di sapere il messaggio nascosto.

Non preccuparti, non ti terrò ancora sulle spine!

Ora capirai perchè è stato importante leggere qualche riga sulla storia del dipinto.

Nel 2015 grazie ad una nuova analisi del capolavoro un team di storici dell’arte e ricercatori della Galleria Tretyakov di Mosca hanno scoperto ben due composizioni sotto la vernice.

La prima è una composizione cubofuturista che l’artista sperimentò intorno al 1910. Malevich ha provato a  creare vocaboli estetici completamente nuovi, unendo la tecnica cubista di scomposizione di un’immagine in forme geometriche visibili da più punti di vista  con il concetto futurista di fuga dal passato.

La seconda composizione è proto-suprematista. Nell’immagine in basso puoi notare come emergono chiari i colori della seconda raffigurazione sotto la crepatura del dipinto.

Il cambiamento stilistico della pittura di Malevich appare chiaramente in un’unica tela.

Ma ciò che stupisce di più sono le tracce appena visibili di una battuta bigotta scarabocchiata sotto la vernice.

Dopo aver sottoposto il dipinto a un esame accurato al microscopio, gli esperti Ekaterina Voronina, Irina Rustamova e Irina Vakar dicono che si possa più o meno leggere: “La battaglia dei negri in una grotta oscura”.

La calligrafia era proprio quella di Malevich.

Gli strati di pittura di The Black Square trovati dagli esperti della Galleria Tretyakov
Gli strati di pittura di The Black Square trovati dagli esperti della Galleria Tretyakov di Mosca

Quindi Malevich era razzista?

I ricercatori presumono che questa frase sia un riferimento a quella che è ampiamente considerata la prima opera monocromatica moderna, un’opera del 1897 dello scrittore e umorista francese Alphonse Allais, intitolata “Combat de Nègres dans une cave pendant la nuit” (“I negri combattono in una grotta di notte”).

Se le loro ipotesi sono corrette, allora The Black Square è in qualche tipo di dialogo con Allais, che era ben noto in Russia al tempo in cui Malevich lavorava, e il cui pezzo “Combat” era considerato una barzelletta dal pubblico europeo contemporaneo, anche se chiaramente razzista.

Il capolavoro di Malevich potrebbe essere in realtà una risposta storico-artistica o un’interpretazione del pezzo di Allais, dimostrando che le fonti che influenzarono l’artista russo erano molto più ampie di quanto si pensasse in precedenza.

Alphonse Allais, Combat des Nègres dans une cave, pendant la nuit,1897
Alphonse Allais, Combat des Nègres dans une cave, pendant la nuit, 1897

Eccoci arrivati alla fine dell’articolo.

E’ incredibile quanto si possa dire su un semplice quadrato nero, non credi?

Personalmente considero Malevich uno degli artisti d’avanguardia meno valorizzati. Seppur non sia stato il primo a realizzare un quadrato nero su una superficie bianca, la sua portata rivoluzionaria nella storia dell’arte non ha eguali.

Il minimalismo, il concettualismo partono tutti in qualche modo da Malevich.

Questo perchè dietro un semplice quadrato nero, si nascone un grande pensiero rivoluzionario.

Tu cosa ne pensi di The Black Square? Poteva farlo anche un bambino?

Scrivimelo nei commenti qui sotto oppure su Instagram.

La tua opinione è importante per me.

A presto,

Giusy.